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A dettare la linea dei lumbard è il neo segretario cittadino Mario Grioni che non lascia spazio a equivoci: «Se il sindaco sarà ricandidato dal Pdl non correremo da soli. Non possiamo digerire ciò che è stato fatto in questi ultimi 15 mesi». Salgono intanto per volontà dei fratelli Ignazio e La Russa le quotazioni di Ferrari a vicesindaco
POLITICA - Altro che vicesindaco. La Lega Nord ci va giù duro, forte dei consensi ricevuti nell’ultima tornata elettorale: «Se Alessandrini sarà il candidato del Pdl noi correremo da soli». Nessuna possibilità d’appello.
È il segretario cittadino del Carroccio, Mario Grioni, a dettare la linea del partito da qui alle prossime elezioni che dovrebbero svolgersi l’ultima settimana di marzo. Nemmeno l’estremo tentativo del sindaco, che pur di riappacificarsi coi lumbard è pronto a offrir loro la poltrona vacante di vicesindaco, ha sortito l’effetto sperato.
«Nessun tappeto rosso ci farà tornare in giunta» commenta Grioni, «e niente ci farà digerire quello che il sindaco ha fatto politicamente in questi ultimi 15 mesi di mandato stravolgendo il programma e prendendo in giro gli elettori».
Grioni entra a gamba tesa riferendosi in particolar modo al sì al centro commerciale. «L’accordo era di sentire il parere della gente» prosegue Grioni, «cosa che non è stata fatta. Assurdo, poi, far entrare in maggioranza il Pd. Segrate non è un paesino dove si elegge il sindaco solo perché è una brava persona. Le elezioni sono politiche e gli accordi tra i partiti vanno rispettati».
Ma quello della Lega non è l’unico problema in seno al governo locale. Resta aperta, infatti, la questione della poltrona vacante di vicesindaco. I fratelli La Russa spingono per Gian Pietro Ferrari (sponda An). Dello stesso avviso Guido Pedroni, coordinatore del Pdl locale, secondo cui «ad An spetta quella poltrona per precisi accordi pre elettorali».
Solo Alessandrini, in questi giorni a L’Aquila per inaugurare le nuove casette per i terremotati, sembra prendere tempo: «Nulla contro Ferrari, ma devo guardare agli equilibri politici». Al capolinea, invece, l’esperienza da assessore di Bruno Rindone, in quota al Pd, che il 26 prossimo ha annunciato le sue dimissioni. In bilico, quindi, anche l’alleanza bipartisan.
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