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Durante un incontro pubblico è stata fatta chiarezza anche riguardo la realizzazione della centrale provvisoria di teleriscaldamento
CRONACA (Segrate) - Ci vorranno altri otto anni per terminare il quartiere di Milano Santa Monica. In tutto fanno tredici. Un’eternità. Questo è quello che è emerso dall’assemblea pubblica organizzata dal Comune, anche in seguito a una mozione di Paola Monti (Aria Nuova), e dall’impresa costruttrice il 23 febbraio scorso per fare chiarezza sullo stato d’avanzamento dei lavori.Gremito di acquirenti e di sostenitori del Comitato Boffalora l’auditorium Toscanini di Cascina Commenda.
Si è parlato innanzitutto di tempistiche che preoccupano sempre più chi ha già comprato, in particolare in edilizia convenzionata, che si è visto ancora una volta slittare la data dei rogiti. Non più a febbraio, come aveva assicurato la proprietà anche a in Folio, ma a marzo. A riferire i dettagli è stato Alberto Bollea, direttore generale di Vegagest, che ha rassicurato i presenti sul nuovo organigramma societario (con il testimone del pacchetto azionario preso in mano dalla Società di Gestione del Risparmio che ha alle sue spalle banche e assicurazioni pronte a finanziare l’intero progetto) promettendo la consegna degli appartamenti del Lotto 1 entro fine mese e la sottoscrizione dei rogiti ad aprile. In settimana, infatti, dovrebbe essere terminata la realizzazione della centrale provvisoria di riscaldamento che garantirà acqua calda e calore per i prossimi otto anni fino alla completa realizzazione del quartiere.
Più complicata, invece, la situazione delle scadenze del Lotto 1 bis e del Lotto 2 in edilizia libera con le consegne nella primavera del 2011. Di asili, scuole, passerelle, percorsi pedonali e servizi, per ora, non se ne parla nemmeno. Cosa che ha fatto saltare i nervi agli acquirenti, insieme alla notizia dell’innalzamento della falda acquifera e dell’allagamento dei piani bassi degli edifici già costruiti, che non sono assolutamente intenzionati ad andare ad abitare in quella che hanno definito come «una cattedrale nel deserto».
«In 5 anni sono cambiate molte cose nelle nostre famiglie» hanno tuonato i presenti. «Ora vogliamo rinunciare e avere indietro i nostri soldi». «Le situazioni verranno affrontate caso per caso» ha assicurato Bollea. Qualche buona notizia, comunque, c’è. La proprietà avrebbe intenzione di dividere i lotti e assegnarli a costruttori diversi invece che a uno solo in modo da avere l’assicurazione di portare a termine l’intero progetto.
A metà del prossimo mandato elettorale, poi, scadrà la convenzione tra la proprietà e il Comune che avrà così il coltello dalla parte del manico per ottenere una rinegoziazione vantaggiosa per i compratori, sempre che ci sia la volontà politica di favorire i cittadini a scapito dei costruttori.
Presente all’incontro anche il sindaco Alessandrini: «Abbiamo organizzato questa assemblea per tutelare i segratesi direttamente coinvolti sullo stato di avanzamento dei lavori e sulle tempistiche di consegna degli appartamenti. Abbiamo chiesto e ottenuto dal Fondo, rappresentato da Alberto Bollea, una scaletta precisa, consegnata agli interessati nel corso della riunione e recapitata anche via posta a tutti gli acquirenti, con i tempi della preconsegna degli alloggi e degli appuntamenti dal notaio per i rogiti, previsti tra marzo e aprile. Insieme a Cofely poi, la società che gestirà il teleriscaldamento, abbiamo ottenuto l’esatta definizione dei tempi di realizzazione e del collaudo degli impianti: in questi giorni si stanno peraltro completando i lavori della centrale termica provvisoria. Insomma, non abbiamo lasciato solo né il Comitato, che ha ben difeso nel tempo i suoi membri, né i singoli acquirenti non associati». Lo stesso Alessandrini ammette anche di aver incontrato come tutti «oggettive difficoltà nel rapporto con il Fondo che non sempre ha rispettato i patti sottoscritti con il Comune e i cittadini».
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